Il 25 Maggio 2020 è accaduto un fatto di cronaca nera molto discusso dal quale è nato lo slogan #blacklivesmetter. Un uomo afroamericano, George Floyd di Minneapolis, è stato ucciso da alcuni agenti della polizia che erano intervenuti per arrestarlo. Il ragazzo al momento dell’arresto non ha opposto resistenza, come confermano i filmati delle telecamere e come invece era stato sostenuto inizialmente. Il ragazzo è stato poi ammanettato e messo a terra per poi successivamente essere soffocato da un agente, il quale con forza preme un ginocchio sul suo collo. Nei filmati registrati dai passanti appare molto evidente la richiesta di aiuto del ragazzo il quale infatti ripetutamente urla “non respiro”. Nonostante le richieste di aiuto dei passanti, gli altri agenti non fanno niente per fermare il poliziotto che stava soffocando il ragazzo. I video sono diventati virali e le proteste contro gli agenti per l’abuso di potere e di odio razziale non sono mancate.

#blacklivesmetter#blacklivesmetter

Non è il primo omicidio di un uomo di colore da parte di un agente di polizia. Il razzismo in America c’è sempre stato ma diventa ancor più grave quando vi è un abuso del potere. L’hashtag #blacklivesmetter, che letteralmente significa “le vite dei neri contano“, non vuole stare a significare che le vite delle altre persone non abbiano valore, ma a puntualizzare che contano anche quelle delle persone di colore, che non ci sono differenze di razza o colore della pelle, siamo tutti uguali.

Il movimento Black Lives Metter nasce nel 2013 quando venne svolta l’esecuzione di George Zimmerman, un uomo che aveva sparato ad un ragazzo afroamericano. Lo slogan #blacklivesmetter è nato quindi per sensibilizzare le persone e nel caso di quest’anno le autorità. Sono moltissime le persone che in questi giorni in tutto il mondo sono scese in piazza per protestare e far sentire la propria voce.

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